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Nella mia testa

Treading the ground
I once used to know
People are strangers
The same as before
The streets look familiar
I remember the park
Where I buried my head
So deep in my hands
All around me was dark
This here city
Is for the lonely ones
You won’t find no angels
Selling maps to the lost
This here place
Is too small for two
It took one to realise
When dreaming’s this hard
It’s not meant to come true

So throw me a line
Somebody out there help me
I’m on my own
I’m on my own
Throw me a line
I’m afraid that I have come here
To win you again
With trembling hands

Passing the days
Looking over the buildings
Time seemed to stop
While the millions keep moving
Now here I am
I’m a drop in your ocean
A noise in the crowd
Pushing through your halls of reason

So throw me a line
Somebody out there help me
I’m on my own
I’m on my own
Throw me a line
I’m afraid that I have come here
To win you again
With trembling hands

Hear me now make me whole
Whole
Hear me now make me whole
Whole

So throw me a line
Somebody out there help me
I’m on my own
I’m on my own
Throw me a line
I’m afraid that I have come here
To win you again
With trembling hands

There goes the ending
It left me in want
But I’ve tried everything dear
I am done with my part

 

33 volte me

Buon compleanno alla mia vita,che dire buon compleanno Emy forse non è corretto.33 volte me.Ho perso il conto degli auguri ricevuti e so che devo ringraziare facebook che lo ha ricordato a molti,ma prendiamo ciò che viene,specie se vi dico che fino a due giorni fa ero convinta di compiere 34 anni.Ma come cazzo sto?Ho passato 1 anno a credere di avere un anno in più e non sto scherzando.Che quando poi mi han detto “ne fai 33 ma te ne do 10 in meno” mi son messa a contare con le dita e ho detto “minchia ma è vero,sono ancora quasi giovane” ed ho finito per tirarmela asserendo d’essere una PETER PAN con le tette.Ho degli scompensi a volte che non mi riconosco e do la colpa agli interventi subiti qualche anno fa,forse troppe anestesie,ma davvero a volte non ricordo più le cose.Io.Io che ricordavo tutto,soprattutto degli altri e che assimilavo ogni cosa e la usavo per fare sorprese.

Sting – Fragile a ripetizione da circa 20 minuti,ma questa sera va così.In tv MISTERO che comunque a me un pò piace,mi intriga l’ignoto anche se il vero mistero di quest’anno è come cazzo parla la Barale.Dimenticavo che sta con Raz.Ma voi il terremoto lo avete sentito?Io sì.Ma solo io.Mi son svegliata la prima volta alle 4 di notte mentre dondolavo ed ho urlato “terremooooooooto” al che mia madre si sveglia e dalla fretta di capire va a sfigurarsi contro la finestra,ma i miei non esternano molto le emozioni quindi il succo del discorso è che mi son cagata sotto solo io.Vorrei vedere te che stai ridendo e fai bene.(a ridere).

Annalisa,bella questa canzone : Per una notte o per sempre.Oggi il mio ex mi ha mandato gli auguri di compleanno.”Non ci sentiamo da un pò” ha scritto.L’ho letto mentre stavo guardando la luna,sul balcone e la sigaretta mi si è quasi spenta tra le dita..ho preferito consumare quel messaggio.E comunque non gli ho risposto.Non se lo merita.

Non ci sarà più l’estate non ci saranno più le passeggiate tra quei sogni e i papaveri che immaginavamo solo
per noi. Vai te ne vai come fosse normale vai ti riprendi le mani e mi ridai le paure vai te ne vai per una notte
o per sempre fingerò che sia uguale se te ne vai vai vai vai. Non ci sarà più l’estate tutto tornerà alla sua folle
banalità e un giorno sarà normale persino incontrarti con un’altra io canterò per strada con la chitarra e il 
cuore affranto. Vai te ne vai come fosse normale vai ti riprendi le mani e mi ridai le paure vai come fai per
una notte o per sempre come fa tutta la gente vai vai vai vai senza fare troppe storie senza fare rumore te
ne vai vai vai vai vai vai vai.

Mi sono dimenticata come si fa ad innamorarsi.Se qualcuno volesse rinfrescarmi la memoria.Ma io dimentico le cose.Mi serve una persona testarda.Forse.

Ho respirato queste parole e mi hanno solleticato il cuore fino a farmi piangere.Le giro a voi :

 

“Dai un appuntamento ad una ragazza che legge. Dai un appuntamento ad una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti. Lei ha problemi di spazio nell’armadio perché ha troppi libri. Dai un appuntamento ad una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni.

Trova una ragazza che legge. Saprai che lo fa perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella sua borsa. E’ quella che guarda amorevolmente sugli scaffali di una libreria, quella che tranquillamente emette un gridolino quando trova il libro che vuole. La vedi odorare stranamente le pagine di un vecchio libro in un negozio di libri di seconda mano? Questo è il lettore. Non può resistere dall’odorare le pagine, specialmente quando sono gialle.

Lei è la ragazza che legge mentre aspetta in quel caffè sulla strada. Se dai una sbirciatina alla sua tazza, la sua panna non proprio fresca galleggia in superficie perché lei è già assorta. Persa nel mondo dell’autore. Siediti. Potrebbe darti un’occhiataccia, poichè la maggior parte delle ragazze che leggono non amano essere interrotte. Chiedile se le piace il libro.
Offrile un’altra tazza di caffè.

Falle sapere ciò che tu davvero pensi di Murakami. Vedi se sta leggendo il primo capitolo di Fellowship. Cerca di capire che se dice che ha compreso l’Ulisse di Joyce, lo sta solo dicendo perché suona intelligente. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere Alice.

E’ semplice dare un appuntamento ad una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e gli anniversari. Falle il dono delle parole, in poesia, in musica. Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Falle sapere che tu comprendi che le parole sono amore. Capisci che lei sa la differenza che c’è fra i libri e la realtà ma che per dio, lei sta cercando di rendere la sua vita un poco simile al suo libro preferito. Se lo fa, non sarà mai colpa tua.

Ha bisogno di essere stuzzicata in qualche modo.
Mentile. Se comprende la sintassi, capirà che hai la necessità di mentirle. Oltre le parole, ci sono altre cose: motivazione, valore, sfumature, dialogo. Non sarà la fine del mondo.

Deludila. Perchè una ragazza che legge sa che il fallimento conduce sempre al culmine. Perché le ragazze come lei sanno che tutto è destinato a finire. Che tu puoi sempre scrivere un seguito. Che puoi iniziare ancora e ancora ed essere nuovamente l’eroe. Che nella vita si possono incontrare una o più persone negative.
Perché essere spaventati da tutto ciò che tu non sei? Le ragazze che leggono comprendono che le persone, come i caratteri, si evolvono. Eccetto che nella serie di Twilight.

Se trovi una ragazza che legge, tienitela stretta. Quando la trovi alle due di notte stringere un libro al petto e piangere, falle una tazza di the e abbracciala. Potresti perderla per un paio d’ore ma tornerà sempre da te. Lei parla come se i personaggi del libro fossero reali perché, per un po’, lo sono sempre.

Chiedile la mano su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O molto casualmente la prossima volta che lei sarà malata. Mentre guardate Skype.
Le sorriderai apertamente e ti domanderai perché il tuo cuore ancora non si sia infiammato ed esploso nel petto. Scriverete la storia delle vostre vite, avrete bambini con strani nomi e gusti persino più bizzarri. Lei insegnerà ai bimbi ad amare Il Gatto e il Cappello Matto e Aslan, forse nello stesso giorno. Camminerete insieme attraverso gli inverni della vostra vecchiaia e lei reciterà Keats sottovoce , mentre tu scrollerai la neve dai tuoi stivali.

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge perché te lo meriti. Ti meriti una ragazza che possa darti la più variopinta vita immaginabile. Se tu puoi solo darle monotonia, e ore stantie e proposte a metà, allora è meglio tu stia da solo. Se vuoi il mondo e i mondi oltre ad esso, dai un appuntamento ad una ragazza che legge.

O, ancora meglio, dai un appuntamento ad una ragazza che scrive”.

(Rosemarie Urquico)

 

Be +

C’è un chiodo nel mio cuore.

Un chiodo arrugginito che sta infettando il mio umore.

Datemi una pillola di felicità

che abbia un ‘PERSEMPRE’ come controindicazione.

Vorrei strappare a mani nude il mio dolore

lasciarlo esanime al suolo

andarmene a dormire sospesa a due metri dal letto

senza gravità

felice.

 

Prendo un martello

lo scaglio contro lo specchio

guardo i cocci a terra che guardano me.

Non mi sento più sola.

Stanca di questa apnea.

Metà di me è caduta via

come pelle di serpente

riposa tra le spire di un letto che ormai avranno anche sistemato

lontano da qui

qualche kilometro fa

c’erano sogni tartaruga

ma c’erano.

 

  • Scritta tempo fa.Rivisitata oggi.

Monologo premestruale [chi ride partorirà con dolore]

Tu non hai fame?Deliziami di sogni perchè sono a dieta d’emozioni.

Vorrei mettere la vita nel forno,vederla lievitare attraverso il vetro dei miei occhi e sentire sulle mani residui d’impasto che sorridono.Poi restare in piedi in riverente silenzio.Attesa.

Inizio ad ispezionare meticolosamente gli ingredienti posti sul vecchio tavolo con la superficie in marmo.Le venature scolpite nel freddo piano grigio disegnano sorde liti di minerali annichiliti dallo scorrere del tempo.Abbozzo quesiti incerti come le mie azioni,sfumando in pause  sterili che precorrono la preparazione.

“Se esistesse una ricetta,torta alla vita : ingredienti-cottura-tempo,risolverei gli impicci con minor dispiego d’energie”

E forse questa ricetta esiste già e da qualche parte sonnecchia tra la polvere del silenzio.Vergine.

L’impasto desideroso d’attenzioni spernacchia eruttando come acqua che bolle.Poso la sigaretta pensando che la mia vita  potrebbe al massimo somigliare alla maionese.

Agitando la terrina con frusta per dolci concentro movimenti circolari e decisi.

La tv accesa richiama la mia attenzione,sullo schermo le immagini di un film datato,in bianco e nero,sapori antichi che traboccano dalla sequenza manifesta di quel copioso sentimento ..l’amore che arriva a colori pompando altra vita alla vita di ognuno.

Una lacrima annega nel vortice che la frusta elabora da un pò.

Questa torta mi assaggia.

500 g di sogni colmi di zucchero in grani di sorriso.

1L di latte d’anima e scaglie di cioccolato al Rock.

Un pizzico di peperoncino piccante.

Mescolare con movimenti circolari e decisi.

Questa torta mi assaggia.

Lost

Mi sono persa.Mi sono persa a guardare le nuvole correre veloci sopra teste perse altrove.Ho sporto appena la mano e poi l’ho levata verso il cielo come quando si va in auto da piccoli e si saggia l’aria facendo l’aeroplanino.Ho lasciato che il vento stringesse le mie dita,quasi sperando potesse portarmi via,ho teso inutilmente la mano.Mi sono persa nel rumore che fa la pioggia quando lava via l’estate.Rimuove i colori caldi dalla tela per sfumarli appena appena..per confonderli prima di definirli un’altra volta.Mi sono persa davanti ad uno specchio che di me non rifletteva nulla.

 

Le nuvole di sera sono scure come  l’emoglobina sugli abiti.Ed io sono da qualche parte a sanguinare.

Fermo immagine

Prima che tu svanisca…

Ti ho sognata..eri così bella.Ogni minuto che passa perdo un pezzetto di te nella sabbia del tempo che scorre..eppure appena sveglia ero pregna di gioia fino quasi a scoppiare,come fosse stato tutto vero e tu fossi stata mia.La cosa più bella.Il sogno più dolce.Eri dentro di me e non lo sapevo.Quando sei nata siamo rimaste sole,lui non c’era.Lui non aveva neppure un volto..era sbiadito assieme alla poca importanza che probabilmente gli avevo dato.Avevi gli occhi grandi..come i miei ma molto più espressivi e se la perfezione esiste tu eri la perfezione.Te ne stavi aggrappata a me come fossi tutto ciò di cui avevi bisogno e mi respiravi il cuore.Crescevi e le gambette si agitavano quando mi vedevi arrivare mentre eri in braccio a qualcuno.Ti facevo un sorriso e ti buttavi in avanti con le braccia tese.Qualcuno ti chiamò Giulia ed io mi arrabbiai.MARTINA!Si chiama MARTINA!Ti diedi anche un nome dunque e pure nel sogno pensai che forse avrei potuto dartene un altro ..che Martina non è mai stato tra le mie scelte..ma poi guardavo i tuoi capelli neri e gli occhi scuri e capivo che Martina eri tu.Ero poco più grande di adesso e ti tenevo stretta la mano mentre camminavi a stento,poi arrivò lui assieme ad altri ragazzi e ..a lui piacevano i bambini,li ha sempre adorati,difatti ti notò subito e si fiondò ad accarezzarti..chi sei,chiese ed io risposi ‘mia figlia’ lui si girò,spiazzato,per avermi rivista e sentito la mia voce.Quando stavamo assieme non abbiamo mai parlato di figli e di quel tipo di futuro..ora che le strade si sono separate ammetto di aver trovato assai strano presentarti mia figlia in un sogno.Ti somiglia un pò anche se non è tua e mi fa piacere.Sei cresciuto anche tu e non sei più quel finto bimbo di cui un pò mi ero innamorata,ora sei semi stronzo..un tipo cazzuto con gli occhi da buono..ad ogni modo sempre affascinante.Martina mi sta cercando,mi prende la mano,la sollevo,la tengo stretta,si sistema un pò.le chiedo se sta comoda e lei fa cenno di sì con la testolina,poi mi prende la faccia tra le manine e mi dice un timido ti voglio bene.

Te ne voglio anche io piccola mia,anche se sei solo un sogno.

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